
Il Redentore è tra le festività più sinceramente sentite dai veneziani, in cui convive anche l’aspetto turistico, grazie al fantasmagorico spettacolo pirotecnico notturno che attrae migliaia di visitatori.
Durante la notte il Bacino di San Marco e tutta la laguna fra Venezia ed il Lido brulicano di barche cariche di veneziani e turisti che festeggiano mangiando e cantando…
Molti giovani concludono la festa al Lido aspettando l’alba. Ci sono numerose feste e spettacoli, tutta la città si anima per una notte.
La fondazione della chiesa di San Salvador risale al VII secolo e ha origini leggendarie: Gesù Cristo sarebbe apparso in sogno al vescovo San Magno per indicargli il luogo – al centro della futura città di Venezia – dove erigere una chiesa da dedicare a Lui stesso, Salvatore del mondo.
Nel XII secolo sorse un convento di canonici accanto alla chiesa romanica, che conobbe successive parziali ricostruzioni.
A partire dal 1506 il priore Antonio Contarini promosse la ricostruzione dell’intero complesso di edifici: chiesa, convento e abitazioni adiacenti. I lavori iniziarono secondo il progetto ideato da Giorgio Spavento (+1508) e proseguirono dapprima sotto la direzione di Tullio e Pietro Lombardo e infine con l’intervento di Jacopo Sansovino.
Alcune iscrizioni documentano il progredire della costruzione: nel 1520 era conclusa la parte absidale, nel 1530 la cantoria, nel 1532 la porta laterale sulle Mercerie e nel 1534 era terminato l’altar maggiore, sul cui fastigio si staglia la statua del Salvatore.
La facciata fu invece terminata molto tempo dopo, nel 1663, ad opera di Giuseppe Sardi. Il campanile risale al secolo XIV e fu restaurato o più semplicemente portato a termine alla fine dell’Ottocento.
Il Doge Vitale Falier volle questa chiesa dedicata al santo suo omonimo alla fine del XI secolo, ma la facciata visibile ancora oggi, rivela una riedificazione datata al XVII sec., realizzata seguendo un progetto di stile classico dell’architetto Gaspari con i finaziamenti lasciati dal Doge Carlo Contarini.
La chiesa ha una sola navata con soffitto a volta e conserva al suo interno dipinti di scuola settecentesca di Pellegrini e Piazzetta e nel Presbiterio, sul fondo, San Vitale a cavallo e Quattro Santi adorano la Vergine col putto, di Vittore Carpaccio.