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	<title>O41 News da Venezia &#187; Mostre</title>
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	<description>Notizie ed eventi a Venezia</description>
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		<title>Vi va l&#8217;Italia? di Luca Clabot</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 21:32:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>venezia041</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Bevilacqua La Masa]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Clabot]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fondazione Bevilacqua La Masa è lieta di ospitare il progetto Vi va l&#8217;Italia? di Luca Clabot, in mostra nelle sale di Palazzetto Tito a partire da martedì 17 gennaio 2012. Il progetto si inserisce di diritto nel contesto delle celebrazioni per il Centocinquantunesimo Anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, dando forma alle urgenze più ironiche e meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-818" title="penisoletta" src="http://www.venezia041.com/wp-content/uploads/2012/01/penisoletta.jpg" alt="" width="554" height="436" /></p>
<p style="text-align: justify;">La Fondazione Bevilacqua La Masa è lieta di ospitare il progetto <strong><em>Vi va l&#8217;Italia?</em></strong> di <strong>Luca Clabot</strong>, in mostra nelle sale di Palazzetto Tito a partire da martedì 17 gennaio 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto si inserisce di diritto nel contesto delle celebrazioni per il Centocinquantunesimo Anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, dando forma alle urgenze più ironiche e meno retoriche di tale ricorrenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò nonostante non vuole rappresentare nessun intento polemico ne tantomeno vuole essere un&#8217;operazione irriverente nei confronti della Nazione Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Piuttosto un appassionato atto d&#8217;amore nei confronti della lingua Italiana e delle sue inesauribili e ricchissime potenzialità, un tributo alla parola e alla sua magica capacità di essere plasmata, smontata e rimontata.</p>
<p style="text-align: justify;">In tal senso vanno lette le opere che vanno a comporre l&#8217;ossatura del progetto <strong><em>Vi va l&#8217;Italia? </em></strong>e che si chiude con un bel <strong><em>Grazie Mille!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;opera <strong><em>Penisoletta</em></strong><em> </em>(in foto) tre solette tricolori sormontano la dicitura “Storia d&#8217;Italia dal 36 al 45”, con chiaro riferimento ad un preciso periodo storico, ma al contempo alle classiche misure delle scarpe. Anagrammi profetici come quello realizzato nel video de <strong><em>l&#8217;</em></strong><strong><em>Inno di Mameli</em></strong> celano un lungimirante e sorprendente <strong><em>domani in Mille.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La scanzonata serie di collage realizzati rigorosamente su <em>Moleskine</em> prevede un intervento ironico su i tre fautori dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, Garibaldi, Mazzini e Cavour in cui i loro cognomi sono anagrammati dando forma ad un unico ambiguo personaggio: <strong><em>bramavi culi di ogni razza</em></strong>, o ancora quello su Vittorio Emanuele a cui viene suggerito un affettuoso consiglio: <strong><em>Italiati i baffi.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Di una certa attualità sono il lavoro <strong><em>nomade in Italy</em></strong>, che si contrappone ironicamente al tanto celebrato concetto del Made in Italy e la cartolina osè <strong><em>Souvenir d&#8217;Italin.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel collage sonoro intitolato <strong><em>l&#8217;</em></strong><strong><em>Innominato</em></strong> frammenti di parole, sillabe dalle canzoni di Mina, sono rimontati allo scopo di ottenere un imprevisto quanto inedito Inno di Mameli cantato dalla viva voce della celebre cantante.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima opera realizzata dall&#8217;artista nel contesto del 151° anniversario dell&#8217; Unità d&#8217;Italia è  <strong><em>1-151</em></strong>, una raccolta di titoli di articoli di quotidiani italiani all&#8217;interno dei quali sono presenti i numeri in progressione da 1 a 151.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione dell&#8217;inaugurazione della mostra, che si terrà martedì 17 gennaio alle ore 18.00, un intervento di Giulio Alessandri, docente e critico d&#8217;arte, introdurrà al pubblico la mostra e il lavoro di<strong> Luca Clabot</strong>. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino a mercoldì 25 gennaio.</p>
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		<title>Armenia &#8211; Impronte di una civiltà</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 12:47:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Durante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[armeni a venezia]]></category>
		<category><![CDATA[armenia]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Correr]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 16 dicembre (e fino al 10 aprile 2012), una grande mostra dedicata alla civiltà armena sarà ospitata in un percorso che si snoda dal Museo Correr, al Museo Archeologico Nazionale, fino alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana. L’esposizione, curata da Gabriella Uluhogian, Boghos Levon Zekiyan eVartan Karapetian, presenta oltre duecento opere provenienti dai principali musei e biblioteche dell’Armenia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.venezia041.com/wp-content/uploads/2011/12/ariostea.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-774" src="http://www.venezia041.com/wp-content/uploads/2011/12/ariostea.jpeg" alt="Armenia" width="181" height="260" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 16 dicembre (e fino al 10 aprile 2012), una grande mostra dedicata alla civiltà armena sarà ospitata in un percorso che si snoda dal <strong>Museo Correr</strong>, al Museo Archeologico Nazionale, fino alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione, curata da Gabriella Uluhogian, Boghos Levon Zekiyan eVartan Karapetian, presenta oltre duecento opere provenienti dai principali musei e biblioteche dell’Armenia e dell’Europa, tra cui alcuni rarissimi manoscritti e miniature che danno conto degli alti traguardi raggiunti dalla civiltà armena nel campo spirituale, artistico, architettonico, economico e del pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">Antiche stele con la croce incisa, miniature dai vivissimi colori, documentidi architettura sacra e preziosi reliquari, custoditi per secoli nella Santa Sede della Chiesa Armena Apostolica a Echmiadzin, si uniranno ai suoni delle terre armene, accompagnando il  visitatore in uno straordinario viaggio dentro la civiltà di questo grande popolo, in un arco temporale che dagli albori del Cristianesimo giunge fino al XIX secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolare attenzione viene rivolta ai rapporti degli armeni con le diverse culture. La speciale relazione con la Serenissima è uno dei punti focali della mostra, una relazione secolare illustrata da documenti storici, manoscritti e opere d’arte, che raccontano al pubblico come si è sviluppata la presenza armena nella città lagunare e quali furono i rapporti politici, economici e culturali con Venezia.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ultima sezione, grazie ai preziosi manoscritti, si apriranno scorci sulla scienza, la teologia, la filosofia, la storiografia e la letteratura.</p>
<p style="text-align: justify;">Una speciale sezione viene dedicata alla pratica armena della stampa la cui data d’inizio risale al 1512: vengono esposti i migliori risultati dell’arte tipografica prodotti nella fitta rete delle colonie armene sparse in tutto il mondo. In questo speciale capitolo della mostra particolare importanza riveste la documentazione della gloriosa tradizione tipografica armeno-veneziana, portata all’apice della sua qualità dalla laboriosa e illuminata dedizione dei Padri Mechitaristi.</p>
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		<title>Martedì in arte</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 22:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Durante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il ciclo dei &#8220;martedì in arte&#8221;, resteranno aperte in Veneto il 27 novembre la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca&#8217; d&#8217;Oro (Cannaregio, 3932) e le Gallerie dell&#8217;Accademia, Dorsoduro Campo della Carità, 1050/a) con orario dalle 19 alle 23. Per chi, abituato a biennali e vernissage di ogni tipo, aspetta momenti come questi per fare visita all&#8217;arte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-749" src="http://www.venezia041.com/wp-content/uploads/2011/11/index.jpeg" alt="" width="369" height="500" />Per il ciclo dei &#8220;martedì in arte&#8221;, resteranno aperte in Veneto il 27 novembre la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca&#8217; d&#8217;Oro (Cannaregio, 3932) e le Gallerie dell&#8217;Accademia, Dorsoduro Campo della Carità, 1050/a) con orario dalle 19 alle 23.</p>
<div>
<p style="text-align: justify;">Per chi, abituato a biennali e vernissage di ogni tipo, aspetta momenti come questi per fare visita all&#8217;arte tradizionale, ricordiamo brevemente la portata dei due musei:</p>
<p style="text-align: justify;">Il complesso monumentale delle Gallerie dell&#8217;Accademia occupa oggi la prestigiosa sede della Scuola Grande di Santa Maria della Carità, una delle più antiche confraternite laiche della città. Ne fanno parte integrante anche l&#8217;omonima chiesa di Santa Maria e il monastero dei Canonici Lateranensi, realizzato da Andrea Palladio. Il museo ospita la più ricca collezione di dipinti veneziani e veneti, dal Trecento bizantino e gotico agli artisti del Rinascimento, Bellini, Carpaccio, Giorgione, Veronese, Tintoretto e Tiziano per arrivare a Giambattista Tiepolo e ai vedutisti settecenteschi, Canaletto, Guardi, Bellotto, Longhi. Artisti che influenzarono tutta la storia della pittura europea.</p>
<p style="text-align: justify;">La Ca&#8217; d&#8217;Oro invece è un&#8217;antica dimora patrizia del Quattrocento che raccoglie la collezione d&#8217;arte donata allo Stato dal Barone Giorgio Franchetti che acquistò l&#8217;edificio nel 1894. In questa casa di stile gotico veneziano, attraverso suggestivi scorci architettonici, è possibile ammirare dipinti di scuola veneta tra i quali il celebre San Sebastiano di Andrea Mantegna, opere di scuola toscana e fiamminga, splendidi bronzetti e sculture rinascimentali. Presso Ca&#8217; Duodo, palazzo annesso alla Ca&#8217; d&#8217;Oro, è ospitata un&#8217;interessante raccolta di reperti ceramici rinvenuti nella laguna veneziana.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Arte senza confini. L&#8217;Africa a Venezia con Art Enclosures 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 23:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Durante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Giudecca]]></category>

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		<description><![CDATA[Vicino alla fermata delle Zitelle, lungo la riva della Giudecca, un palazzo dalle gigantesche finestre ovali guarda in direzione della Basilica: è la Casa dei Tre Oci, un tempo residenza dell’artista De Maria, ora spazio espositivo della Fondazione di Venezia. In questi giorni ospita una mostra di lavori costruiti sul tessuto della città stessa, risultato della residenza per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-735 aligncenter" src="http://www.venezia041.com/wp-content/uploads/2011/11/art_enclosures.bmp" alt="Africa a Venezia" width="480" /></p>
<p style="text-align: justify;">Vicino alla fermata delle Zitelle, lungo la riva della <strong>Giudecca</strong>, un palazzo dalle gigantesche finestre ovali guarda in direzione della Basilica: è la <strong>Casa dei Tre Oci</strong>, un tempo residenza dell’artista De Maria, ora spazio espositivo della Fondazione di Venezia. In questi giorni ospita una mostra di lavori costruiti sul tessuto della città stessa, risultato della residenza per giovani artisti africani emergenti ideata e promossa dalla Fondazione. Ospiti a Venezia per qualche mese,Tmalyn Young e Victoria Samuel Udondian, due artiste originarie rispettivamente del Sudafrica e della Nigeria, sotto la curatela di Mara Ambrozic, hanno costruito una ‘loro’ Venezia, una città reale e una inventata, con tanto di museo e manichini con abiti tradizionali. All’interno della Casa dei Tre Oci è, dunque, possibile entrare (fino al 6 novembre) e immergersi in una Venezia dalla suggestione e dall’anima africane. Tmalyn Young, ispirandosi alla psicogeografia che concepisce la città come un organismo vivo e in continua interazione tra abitanti e spazi urbani, ha svolto una ricerca sui luoghi ‘cari’, quegli spazi che ognuno di noi sente più familiari, spesso dove si dorme o quelli legati ai primi ricordi, offrendo a persone di diversa estrazione sociale una macchina fotografica usa e getta per immortalare i propriluoghi dell’anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Il materiale raccolto è stato sapientemente montato dall’artista in un video che viene proiettato in mostra su un libro bianco, come se la biografia scritta di ognuno di noi potesse essere letta su un fantastico libro della vita. In un’altra stanza, sempre Tmalyn Young presenta alcuni disegni di Venezia divisi in base ad alcune sue peculiari caratteristiche, come per esempio la mappa dei ponti, e due video con i mercati temporanei di Stellenbosch (cittadina turistica africana) e della stessa Venezia, con interviste parallele ai venditori ambulanti.<br />
La questione dell’identità di una città e di chi la abita è al centro anche dell’indagine artistica di Victoria Udondian, che considera come strumento di misura ‘sociale’ i vestiti. Alla base, infatti, la consapevolezza che spesso molti <strong>tessuti africani</strong> considerati tradizionali e, quindi, simboli di un’identità, sono stampati in Olanda per poi essere rispediti in Africa. Assieme alla<em> fashion designer</em> <strong>Silvia Romanelli,</strong> la Udondian ha pensato di unire abiti tradizionali a quelli scartati a Ca’ Letizia, un istituto di carità del veneziano, e alle stoffe pregiate donate da Rubelli. Il risultato è strabiliante, in mostra un <strong>defilé di abiti in stile veneziano con stampe nigeriane</strong> e una linea di vestiti ottocenteschi fatti con abiti usati, il tutto accompagnato da una spiegazione puntuale sul periodo storico e sull’utilizzo dell’abito. Giunto alla quarta edizione, <em>Art Enclosures 2011 &#8211; Confini d’arte</em> rappresenta uno degli esempi più riusciti delle residenze d’artista realizzate in Italia.</p>
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		<title>FLUIDA CULTURE presenta Bodo Gaston Boehm</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 17:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Durante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Spazi dominati dal silenzio e sospesi nel tempo, in cui l&#8217;uomo è completamente assente. Attraverso l’uso di elementi essenziali e una cromia scarna, l’artista rappresenta visioni di territori in trasformazione. Questi luoghi, per quanto all&#8217;apparenza irreali, nascono da spunti paesaggistici e da angoli poco conosciuti del pianeta. L’effetto sull’osservatore è di straniamento e spaesamento, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-717" src="http://www.venezia041.com/wp-content/uploads/2011/10/image001.jpg" alt="" width="253" height="247" />Spazi dominati dal silenzio e sospesi nel tempo, in cui l&#8217;uomo è completamente assente. Attraverso l’uso di elementi essenziali e una cromia scarna, l’artista rappresenta visioni di territori in trasformazione. Questi luoghi, per quanto all&#8217;apparenza irreali, nascono da spunti paesaggistici e da angoli poco conosciuti del pianeta. L’effetto sull’osservatore è di straniamento e spaesamento, come di un teatro abbandonato improvvisamente dai suoi attori. La poesia sottile e cruda è l&#8217;anima della visione e cela una tragedia: le conseguenze sulla terra di un perenne sfruttamento da parte dell’uomo. L’indagine sul paesaggio è la tematica dominante affrontata come perdita di un bene collettivo. Spazi carichi di inquietudine, visioni di luoghi desolati che si alimentano dell’ “Unheimlichkeit”, definito da Freud e traducibile in perturbante, sentimento che affiora in ogni opera dove la percezione dello spazio non è chiara, i riferimenti si perdono in una illusione di realtà, ogni attività umana è bandita e una natura ostile prende il sopravvento.</p>
<p>Campo San Tomà  (San Polo 2865)</p>
<p>17.10.-20.11.2011</p>
<p>Ingresso gratuito 11-13 / 16-19</p>
<p>Chiuso il martedì</p>
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		<title>In viaggio con il taccuino (da Mestre)</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 16:31:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberta Durante</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mestre]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Candiani]]></category>

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		<description><![CDATA[Si visita fino al 22 ottobre al Candiani di Mestre, la mostra Matite in Viaggio. Con la mostra Matite in Viaggio, si presenta per la prima volta al pubblico la neocostituita Associazione che porta lo stesso nome e che si collega idealmente all&#8217;Associazione francese Il Faut Aller Voir, nata agli inizi del 1998 a Clermont Ferrand. E&#8217; un&#8217;associazione unica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.venezia041.com/wp-content/uploads/2011/10/10.jpeg" alt="Matite in Viaggio" width="490" /></center>Si visita fino al 22 ottobre al <strong>Candiani di Mestre</strong>, la mostra <em>Matite in</em> <em>Viaggio.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Con la mostra <em>Matite in Viaggio</em>, si presenta per la prima volta al pubblico la neocostituita Associazione che porta lo stesso nome e che si collega idealmente all&#8217;Associazione francese <em>Il Faut Aller Voir</em>, nata agli inizi del 1998 a Clermont Ferrand. E&#8217; un&#8217;associazione unica in Italia, e riunisce tutti gli appassionati di questo modo antico, ma sempre affascinante, di catturare le emozioni di un viaggio.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il Faut Aller Voir</em><em> </em>nel 2000 ha dato luogo alla prima Biennale du Carnet de Voyage e si colloca in una prospettiva inedita e di notevole rilievo culturale, in quanto si propone di promuovere e favorire l&#8217;interesse per il viaggio e il viaggiare, con una finalità di ampliamento della conoscenza dell&#8217;altro e della consapevolezza di sé. Dunque un viaggiare che rifugge da un&#8217;abusata fruizione consumistica, e promuove una dimensione del viaggio come ben più articolata e profonda esperienza esistenziale. La prossima edizione si terrà dal 18 novembre.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla scorta di questa importante esperienza, è nata <em>Matite in Viaggio, </em>la cui presidente è Annamaria Spiazzi. La mostra è la prima esperienza pubblica; già nei primi giorni di apertura ha riscosso grandissimo successo.</p>
<p style="text-align: justify;">Al Candiani vengono presentati i taccuini di viaggio di 45 autori provenienti da tutta Italia, testimonianze che attraverso il segno e il linguaggio diventano strumento di lettura di luoghi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutta la durata dell&#8217;esposizione gli autori presenti incontrano i docenti e gli studenti delle classi che visitano la mostra, illustrando le loro esperienze di viaggiatori e disegnatori; una sezione della mostra è dedicata in particolare proprio a tematiche vicine alla scuola.</p>
<p>Centro culturale Candiani, piazzale Candiani Mestre<strong><br />
Matite in viaggio<br />
</strong>dal martedì al venerdì 15.30-19.00<br />
sabato 10.30-12.30 e 15.30-19.30<br />
Ingresso libero</p>
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