Dopo la sfortunata vicenda della Costa Concordia avvenuta pochi giorni fa, torna a farsi sentire la protesta di quella parte sempre più numerosa di città che da mesi è mobilitata – con assemblee pubbliche, dossier di denuncia, ma anche tam tam su Facebook – per chiedere l’allontanamento immediato delle navi da crociera dalla città storica e il loro trasferimento a Porto Marghera. Protesta che anche sabato ha riunito centinaia di persone lungo le rive del Canale della Giudecca. Ieri, anche il sindaco Giorgio Orsoni è tornato con più fermezza sulla questione: senza strali per mettere subito al bando le navi dal Bacino, ma con la determinazione di dover presto trovare un’alternativa. «Di certo, in laguna, con i suoi fondali sabbiosi non potrebbe accadere la tragedia del Giglio», commenta Orsoni, «ma c’è un altro tema, che invece ci accomuna: l’incidente è avvenuto per un passaggio “di saluto” sotto costa della nave. E’ la stessa filosofia che le compagnie di crociera adottano a Venezia, sfilando in Bacino per far vedere San Marco ai passeggeri: le navi devono avere maggiore rispetto e cura per la città e faremo tutto quanto è in nostro potere per trovare una risposta di buona politica che allontani le navi dal bacino di San Marco». Sembrano dunque, da attendersi novità anche per Venezia; non si resti ormai troppo stupiti se anche i ricchi naufragano, come commenta ironicamente Erri De Luca, “il naufragio spetta ai barconi dei migratori. Come si permette un bastimento da crociera di affondare?”.
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