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Ermanno Olmi riceverà il Leone d’oro alla Carriera al prossimo Festival del cinema di Venezia, non è solo un regista, ma un vero e proprio poeta delle immagini di un mondo che inesorabilmente scompare. Così, non a caso, ha dedicato tutta la sua vita di artista alla testimonianza di questa scomparsa, mettendo al centro della sua opera un’attenzione morale verso le storie dei semplici e i valori di una umanità che per lui si sta annichilendo.
Nel 2007 il maestro diresse Centochiodi, una summa della sua poetica e dichiarazione d’amore per numerosi maestri e amici (da Rossellini a Bresson, da Pasolini a Piavoli, da Bergman a Kiarostami). Olmi lo definì il suo ultimo film di finzione, avendo deciso di tornare a dirigere solo documentari, proprio come all’inizio della sua lunga carriera. Il cinema è ormai vuoto di contenuti - disse - e una parte della colpa va alle “multinazionali americane, che controllano produzione e distribuzione”.