Venezia 041

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Il merletto più lungo del mondo

Il merletto più lungo del mondo sarà visibile da tutti gratuitamente a Venezia fino al 27 aprile, sarà possibile ammirarlo al Centro Culturale Don Orione-Artigianelli sito alle Zattere (donorione-venezia.it).

Il merletto più lungo del mondo, rappresenta un record per Pellestrina.

L’idea nasce da alcune giovani donne dell’Associazione Pistoletto, che arrivate a Pellestrina circa tre anni fa, si sono rese subito conto delle sue particolarità, che la rendono pressoché unica, e hanno coinvolto le associazioni del posto, gli abitanti e le scuole, nella realizzazione di qualcosa di importante per l’identità culturale locale. E, col contributo, durato due anni, di tutti, è stata realizzata un’opera d’arte a tombolo. L’isola (perché questo rappresenta il merletto) è lunga poco più di 500 metri, e come Pellestrina infatti, è una striscia lunga ed esile, dove spiccano le barche, le chiese, i gabbiani.

A presentarla a Venezia, l’Associazione “ACS Murazzo”, in collaborazione con il Comune e la Municipalità dell’estuario. La mostra, inaugurata sabato 19 aprile alle 10.30, sarà visitabile sino al 27, col seguente orario di apertura al pubblico: dalle ore 10 alle ore 12.30, dalle ore 15 alle ore 18.30.

Roma e i Barbari

La mostra, allestita in collaborazione con l’ Ecole Française de Rome e il Kunst und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschalnd di Bonn, si articola in 31 sezioni, brevemente illustrate nella agile e utile miniguida dal costo di 8 euro. L’inizio, ovviamente, è romano e si segnala, soprattutto, per lo splendido sarcofago di Portonaccio. Subito dopo, alla fine della prima rampa di scala è raffigurato lo sterminio, anche questa illustrato da un pittore francese dell’Ottocento, Lionel Royer, delle legioni romane da parte di Arminio (9 d.C.). Il primo piano si conclude con la caduta dell’Impero Romano. Tra le sale più interessanti quella dedicata alle diverse religioni non cristiane, praticate durante l’impero con rarissimi i reperti. C’è il toro tricorne, (III-IV) legato al culto del dio Mitra accanto all’enigmatico ritratto del dio pagano nordico Freyer (IV secolo d. C.).

Il secondo piano è dedicato ai regni barbarici, dalla loro nascita alla loro decadenza fino al sorgere, con Carlo Magno, del Sacro Romano Impero, ideale continuazione di quello romano. Sfarzoso l’uso dell’oro sia negli oggetti di uso quotidiano, come le fibule, che nei raffinati gioielli o nella decorazione delle spade. Soprattutto trionfa negli oggetti a carattere religioso, come la serie preziosa delle croci o il cofanetto detto di Teodorico, con le reliquie di san Maurizio, proveniente dall’omonima abbazia svizzera del VII secolo.

Palazzo Grassi : 26/01/2008-20/07/2008

Un mondo di carta

ISABELLE DE BORCHGRAVE INCONTRA MARIANO FORTUNY

Venezia, Museo Fortuny
Campo San Beneto, San Marco 3958

dal 15 marzo al 21 luglio 2008
dalle 10.00 alle 18.00 (chiusura biglietteria un’ora prima)
chiuso martedì e 1 maggio

Oltre ottanta tra abiti, accessori e trompe-l’oeil realizzati interamente in carta con incredibile perizia e un talento inconfondibile dall’artista belga Isabelle de Borchgrave tratteggiano un insolito percorso nella vita e nel mondo di Fortuny, ne illlustrano episodi e personaggi salienti, creando nel suo palazzo-museo ambientazioni e modelli tridimensionali coinvolgenti. Una mostra-installazione che da un lato riesce a restituire con viva partecipazione il “clima” fortuniano, dall’altro consente di cogliere tutte le sfaccettature del talento di quest’artista – pittrice, disegnatrice, stilista, regista – ispirata dal luogo e dall’eredità culturale di Mariano.
Isabelle, personaggio eclettico, spazia dalla pittura all’alta moda, dal tessile alla decorazione, dal design a una particolarissima lavorazione della carta, sempre lo stesso semplice tipo di carta bianca che, nelle sue mani, si trasforma con effetti di seta, damasco, pizzo, plissè, in innumerevoli varianti di colori, di toni, di decori.
La mostra che Isabelle realizza per Venezia è quindi – più che un omaggio al genio dell’artista catalano – un vero incontro, una intensa comunione di sensi, una libera interpretazione di atmosfere, momenti, scambi di cui ella coglie l’essenza, condividendone lo spirito. La mostra offre inoltre, al piano terra del museo, una sorta di laboratorio permanente cui sarà possibile ai visitatori toccare con mano le forme del processo creativo e i materiali che lo costituiscono.
Alla mostra è abbinato un libro-catalogo edito da Skira con introduzione di Giandomenico Romanelli.

Info e prenotazioni: +39 041.52.09.070

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