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La mostra, allestita in collaborazione con l’ Ecole Française de Rome e il Kunst und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschalnd di Bonn, si articola in 31 sezioni, brevemente illustrate nella agile e utile miniguida dal costo di 8 euro. L’inizio, ovviamente, è romano e si segnala, soprattutto, per lo splendido sarcofago di Portonaccio. Subito dopo, alla fine della prima rampa di scala è raffigurato lo sterminio, anche questa illustrato da un pittore francese dell’Ottocento, Lionel Royer, delle legioni romane da parte di Arminio (9 d.C.). Il primo piano si conclude con la caduta dell’Impero Romano. Tra le sale più interessanti quella dedicata alle diverse religioni non cristiane, praticate durante l’impero con rarissimi i reperti. C’è il toro tricorne, (III-IV) legato al culto del dio Mitra accanto all’enigmatico ritratto del dio pagano nordico Freyer (IV secolo d. C.).
Il secondo piano è dedicato ai regni barbarici, dalla loro nascita alla loro decadenza fino al sorgere, con Carlo Magno, del Sacro Romano Impero, ideale continuazione di quello romano. Sfarzoso l’uso dell’oro sia negli oggetti di uso quotidiano, come le fibule, che nei raffinati gioielli o nella decorazione delle spade. Soprattutto trionfa negli oggetti a carattere religioso, come la serie preziosa delle croci o il cofanetto detto di Teodorico, con le reliquie di san Maurizio, proveniente dall’omonima abbazia svizzera del VII secolo.
Palazzo Grassi : 26/01/2008-20/07/2008