Venezia è stata amata dai pittori di ogni secolo, che mai hanno mancato di recarsi in laguna per dipingerla nel corso dei loro viaggi.
Sargent non fa certo eccezione: dal 1879 vi tornò per più di dieci volte nell’arco di quarant’anni. Sostenitore della pittura
en plein air, accanto allo studio in atelier - grazie all’influenza del pittore francese
Monet, suo intimo amico - restituisce nelle sue tele, dominate dai riflessi di luce, l’impressione dell’anima nebbiosa e solare della città, immota e silente così come operosa e vivace.
Il suo è un viaggio a tappe, che si consuma lungo il Canal Grande e nei rii dalle gondole in movimento o in attesa: proprio su una di queste Sargent era solito dipingere, adottando un punto di vista ribassato.
Una
Venezia vista dall’acqua, scenografica e popolare, come quella dei gondolieri, assonnati in
Gondoliers’ Siesta e pronti a remare in
On the Steps of the Salute.
Oppure una
Venezia di terra, ancora popolare ma più segreta, in cui ci si incontra all’uscita della chiesa, in
Sortie de l’église.
Campo San Canciano, o in un’osteria, come in
The Sulphur Match.