Tutti i media fanno un gran parlare della crisi economica, ma come si avverte e come si vive la crisi a Venezia: città, tradizionalmente cara (provate a farci la spesa) e che vive soprattutto di turismo.
Iniziamo col dire che albergatori e ristoratori, che spesso vedo intervistati nei Tg, non sono sempre molto attendibili… Possono avere le loro strutture piene e ancora lamentarsi. Quel che è certo, e che vedo quotidianamente passeggiando per Venezia è che la gente c’è, a volte pure troppa, e come spesso capita, da bravo veneziano che si sposta a piedi, questo può anche infastidire.
Non avendo un negozio o un bar a Venezia mi è però meno facile determinare se queste moltitudini variegate per lingue ed etnie, oltre che venire in città, ci spendono anche denaro come avveniva fino a pochi mesi fa.
Quel che vedo per certo è che numerosi negozi sono chiusi e su molti, vedo dei cartelli “cedesi attività” e, cosa ancora più strana anche i Cinesi sembrano non acquistarle più queste attività in vendita, che così si moltiplicano e, sono (o forse oramai è meglio dire erano) di tutti i tipi, dal bar al negozio di giocattoli alla tabaccheria. La crisi quindi è democratica, non privilegia una categoria o forse non è così. Il dubbio viene in occasione di un evento dedicato ad un target alto, si parla di ‘Lusso’. E’ il salone nautico di Venezia, che si + appena concluso a Porto Marghera. L’amletico dubbio se la crisi colpisca solo i più poveri, pare però rientrare leggendo su diversi giornali locali, che dedicano ampio spazio all’evento, che anche la nautica, in particolare proprio quella di lusso, si parla di imbarcazioni oltre i 18 metri, è in crisi. Pare ci sia un calo di ben il 50% degli acquisti.
Tornando al centro storico e ad attività più “tradizionali” come negozi ben radicati e apparentemente invulnerabili di vetri, maschere e souvenir vari, molti, sia nei pressi della stazione che di Rialto, si lamentano di come il nuovo, e discusso, ponte sul Canal Grande, quello dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava, abbia, come d’altra parte era stato ampiamente previsto, riorganizzato i flussi in città. Parliamo di flussi di turisti che da Piazzale Roma, prima si dividevano tra Strada Nuova e Rialto, ora invece, fanno il nuovo ponte e snobbano i negozi in zona Rialto a favore di quelli di Cannaregio, ma, come detto il fatto che ci passino non è affatto garanzia che ci spendano soldi… Insomma una situazione complessa, che, una volta tanto, rende Venezia una città simile a tutte le altre città italiane.