vampira VeneziaIl teschio di una donna con un mattone in bocca, risalente al XVII secolo, è stato ritrovato a Venezia, nell’isola del Lazzaretto nuovo.
Secondo gli studiosi il fatto che nella bocca della donna fosse stato inserito un mattone fa pensare che all’epoca fosse stata considerata una vampira.
Il mattone le sarebbe quindi stato messo tra i denti, per impedirle di nutrirsi delle vittime della peste, sepolte accanto a lei. Nel 16esimo secolo la peste sconvolse la città e, tra le presunte cause della propagazione del morbo, c’era, all’epoca, anche il vampirismo.

La salma della donna, secondo gli studiosi, sarebbe stata trovata dai becchini dell’epoca non decomposta ma con delle particolari carattaristiche, come ventre gonfio e fuoriscite di sangue dalla bocca e dal naso, trasformazioni che il corpo subisce durante il processo di decomposizione ma che per i veneziani dell’epoca significava tuttaltro: la donna era una vampira, si nutriva del sangue altrui e diffondeva la peste.
Per evitare ciò nella bocca della donna, che morì proprio di peste, venne inserito il mattone.