|
Eventi e news -
Venezia News
- Mostre a Venezia
- Mestre, Marghera
-
Le mostre del 2007 -
Venezia Eventi 2007 - Le mostre del 2006
- I concerti del
2007
- I concerti del 2006
- Le mostre del 2005
- Mostra
del Cinema
- La
Biennale
Storia
- Breve Storia
di Venezia
- Il teatro La Fenice
- Il ghetto ebraico
- Le
chiese
- Altri
articoli di storia...
Sei un turista?
- Alberghi a Venezia
- previsioni meteo
Link
- Firenze
Altri: siti utili e curiosi
Home 041
|
Il teatro La Fenice
"La Nobile Società del nuovo Teatro da erigersi in Venezia sopra il fondo acquistato nelle contrade di S.Angelo e di S.Maria Zobenigo ha incaricati i suoi pressidenti ed aggiunti di procurarsi disegni e modelli ..."invitando" a concorrenza tanto gli architetti nazionali che forestieri a proporre la forma di un teatro ... il più soddisfacente all'occhio ed all'orecchio degli spettatori..."
Così recita il bando di concorso per l'erigendo Teatro La Fenice, pubblicato il 1 novembre 1789, una volta superati i limiti di una legge suntuaria che fissava a sette il numero dei Teatri funzionanti nella Dominante. Nei quattordici articoli di cui era composto, il documento stabiliva che la futura costruzione avrebbe dovuto prevedere cinque ordini di palchetti "che si denominano pepiano", con non meno di 35 palchetti per ciascun ordine. Una chiara scelta di campo a favore delle "piccole logge secondo il costume d'Italia", tesa a raggiungere un risultato che avrebbe dovuto offrire una giusta mediazione tra le due caratteristiche generalmente richieste ad una sala teatrale, e cio tra l'eccellenza della visibilità e la meraviglia dell'acustica.
Soluzione teatrale in linea con la tradizione italiana, si diceva, dal momento che altre erano le scelte che in fatto di costruzione di teatri nel corso del XVIII secolo si operavano per esempio in Francia, dove veniva preferito il sistema dei palchi aperti in gallerie a corona di una platea semicircolare o leggermente allungata. Scelta tipicamente "nostrana", tanto pi che essa veniva a ricreare nello spazio teatrale la tipologia della piazza italiana quale anfiteatro naturale che consente di vivere nel contempo in casa ed in piazza, offrendo, inoltre, allo spettatore la visione ravvicinata, tipica dei teatri anatomici. E di certo, in qualche misura, decisione anche svantaggiosa quella dei palchi chiusi, ma giustificata dall'impossibilita' del pubblico di allora di rinunciare agli infiniti comodi offerti dalle logge separate, che consentivano di vivere ogni palco come la propria casa, in cui stare soli o in compagnia, mangiare o giocare, consentendo i palchi chiusi di riperpetuare, in una porzione di spazio teatrale privatizzato, quella trama di relazioni e di comportamenti tipici della società dell'epoca.
|